Le insicurezze scaturite dal caso di Alex Weber e le tensioni in Egitto stanno stimolando l’avversione al rischio, con la conseguente penalizzazione della moneta unica. L’euro, infatti, torna ad essere oggetto di speculazione. Le notizie proveniente dal Nord Africa, le mancate dimissioni di del presidente egiziano Mubarak ed il suo trasferimento in elicottero a Sharm el-Sheikh non aiutano l’euro ed hanno avvalorato il rialzo del dollaro, il quale può contare anche sui segnali positivi arrivati dai dati macro.
Dopo il calo a 383 mila centrato dalle nuove richieste di sussidio, in ieri è stata la volta del dato preliminare inerente la fiducia dei consumatori, quest’ultima stimata dall’Università del Michigan e salita a febbraio a quota 75,1 punti. Si tratta del livello massimo da 8 mesi. Sempre riguardo la dimensione macro, si registra un deficit di 40,6 mld di dollari per la bilancia commerciale a dicembre.
In questo momento, per poter acquistare un euro sono necessari 1,3553 dollari, lo 0,3% in meno rispetto a due giorni fa, mentre il cambio con lo yen giapponese si porta a 112,95 (anche in questo caso -0,3%). Sostanzialmente stabile il dollaro/yen a 83,330. “Il miglioramento dei fondamentali statunitensi sta spingendo i rendimenti dei Treasury verso l’alto, un movimento destinato a sostenere il dollaro” ha dichiarato David Choe di IG Markets.






