Bancari europei: outlook stabile, ma criticità in alcuni Paesi

20 gennaio 2011
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L’ultimo giudizio dell’agenzia internazionale Fitch parla di un outlook stabile, complessivamente sulle banche del Vecchio Continente. Ciò significa che, a parere dell’agenzia, la situazione delle banche europee appare immutata, rispetto all’ultima valutazione e non vi sarebbero segnali di un possibile degrado della situazione patrimoniale.

In realtà, il giudizio di Fitch va preso in considerazione da contesto a contesto, essendo differenziata la valutazione, a seconda delle aree geografiche a cui fa riferimento. Il nord Europa, ad esempio, essendo stato più direttamente esposto alla crisi finanziaria americana, ha pagato immeditamente il costo della crisi, che si è riversata sulle sue banche.

Quanto al resto del continente, invece, oggi la situazione permane differenziata e legata al contesto del debito sovrano.

Fitch si riserva, ad esempio, di rivedere in negativo il suo giudizio su alcune banche di Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda. Soprattutto le banche elleniche e quelle irlandesi mostrerebbero una forte correlazione con il debito sovrano dei rispettivi Paesi; questo sarebbe un punto di vulnerabilità, che esporrebbe tali banche a difficoltà espositorie, nel caso si dovessero presentare problemi con il debito pubblico dei due stati.

In una certa misura, l’allarme riguarda anche la Spagna, secondo Fitch.

Nessun accenno negativo all’Italia, le cui banche poco esposte verso la finanza in crisi dal 2008, e con un forte radicamento in fome di investimento tradizionale, ha garantito una solidità patrimoniale invidiabile, consentendo ad esempio, al nostro governo di non dover intervenire per qualche salvataggio.

Per gli investitori-azionisti, dunque, rimane l’incertezza del quadro prossimo futuro, ma certo i bancari che garantirebbero maggiori prospettive di stabilità nelle quotazioni sarebbero i titoli italiani, nonchè di Paesi solidi, come la Germania o Francia. Le prospettive sarebbero a rischio negli stati UE periferici, in particolare, ricordiamo che alcune grandi banche spagonole sono già state sottoposte a declassamento, e rischiano ancora, se la crisi del Portogallo dovesse precipitare e contagiare Madrid.

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