Crisi dei debiti sovrani in USA: bruciati 30 miliardi di dollari

26 gennaio 2011
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Sugli stati dell’Illinois e della California aleggia l’ombra della bancarotta controllata. La difficile situazione che stanno vivendo le finanze in diverse parti degli Stati Uniti, ha aumentato i timori di una quasi possibile insolvenza da parte degli stati sopracitati. Alcuni tecnici e addetti ai lavori, hanno paragonato la situazione americana alla crisi dei debiti sovrani dell’eurozona.

Molti risparmiatori statunitensi stanno riscattando, in questi giorni, i loro fondi di investimento del tipo municipal bond, ossia  le obbligazioni emesse dagli stati e dai municipi delle grandi città. L’insicurezza che si sta generando in alcuni stati dell’America ha convinto molti a disinvestire i propri risparmi per metterli in sicurezza.

Questo clima di insicurezza ha incentivato, nelle ultime 10 settimane, il ritiro di circa 29,3 miliardi di dollari sotto forma di municipal bond, una cifra pari a quanto raccolto dagli stessi fondi negli ultimi due anni. Numeri che fanno paura, poiché hanno battuto il record precedente del 2000, quando vennero disinvestiti 11,5 miliardi di dollari. I primi a risentirne sono stati, di conseguenza, i tassi di interesse. Infatti, il Bond Buyer Index (un’agenzia che stima l’andamento medio dei tassi di interesse sui municipal bonds) ha quantificato  un’impennata del 20% negli ultimi tre mesi.

Ciò che ha provocato la crisi dei debiti sovrani Usa (municipal bonds) è la difficoltà dei governi degli stati USA e delle singole città di fare adempiere alla spesa corrente crescente delle pensioni, sanità e soprattutto del welfare, in un momento in cui le entrate fiscali esse stesse sono in negativo. Tutto questo fa supporre che il 2011 sarà un anno in cui il mercato dei municipal bond verrà messo alla prova, poiché oltre alla volatilità del mercato si aggiungerà anche la perdita di fiducia dei risparmiatori per le obbligazioni emesse dagli stati.

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