PIL britannico in calo, si teme la recessione

25 gennaio 2011
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Gran BretagnaContro le aspettative degli analisti, il PIL britannico ha mostrato una flessione su base trimestrale pari a mezzo punto percentuale. Ciò che in realtà si aspettava e che è stato sconfessato era un aumento dello 0,5%.

Incidenza su questo calo l’ha avuta anche la situazione metereologica, che con il gelo invernale, ha rallentato la produzione del paese. Tuttavia senza questo imprevisto clima gelido, l’economia avrebbe mostrato un andamento piatto. L’ufficio nazionale di statistica fa sapere che il settore dei servizi, il maggiormente rilevante sulla crescita del paese, ha avuto una flessione dello 0,5%, come pure una flessione l’ha avuta il settore delle costruzioni con un ripiegamento del 3,3%. Positivo il settore industriale che ha visto la propria scescita attorno allo 0,9%.

Poco ci è voluto per far tornare alla mente i timori della recessione che già aveva colpito in pieno il paese nel 2008. Nonostante il calo il governo fa sapere di non aver intenzione di cambiare rotta politi in fatto di austerità per i conti pubblici.

Il ministro delle finanze Osborne ha commentato come segue: “È chiaro che si tratta di numeri che non ci piacciono, ma l’Ufficio Nazionale di statistica ha detto chiaramente che il calo è stato causato dal freddo terribile che c’è stato a dicembre. Ci sono state le temperature più basse dal 1910 e tutto questo ha avuto un impatto profondamente negativo sull’economia. La manifattura ha continuato la sua crescita essendo stato il settore meno colpito dalle condizioni meteo“.

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