Parmalat, arriva la sfiducia per l’amministratore delegato Bondi

26 gennaio 2011
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In vista della riunione del  CdA della Parmalat, in scadenza il prossimo 12 aprile,  sembra che tre fondi stranieri del gruppo di Collecchio – Skagen, Mackenzie Financial Corporation, Zenit Asset Management AB (Brummer&Partners) – soci al 15% dell’azienda, stiano lavorando per proporre una lista di possibili sostituiti agli attuali membri del consiglio sindacale e dello stesso Consiglio di Amministrazione. La notizia, emersa da una nota richiesta dalla Consob dopo alcune indiscrezioni, non precisa i nomi dei candidati proposti dai soci, che anzi hanno dichiarato di non aver ancora deciso chi prendere in considerazione, ma di voler presentare 11 persone per il rinnovo del CdA e 5 per il collegio sindacale.

Al centro delle critiche vi è senza dubbio l’amministratore delegato Enrico Bondi, che già in passato aveva attirato numerose critiche da parte dei fondi riguardo alla questione dei dividendi. Skagen, Mackenzie Financial Corporation, Zenit Asset Management hanno deciso di unirsi per “il rafforzamento dell’attuale posizionamento sul mercato italiano, il continuo miglioramento della performance operativa, l’ulteriore crescita derivante da una mirata espansione internazionale, anche tramite acquisizioni che accrescano il valore per gli azionisti”. In realtà molti sospettano che vi siano interessi speculativi riguardo a un possibile re-rating. Intanto il titolo in borsa ha oggi guadagnato il 5,6% a 2,26 euro.

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