Settimana conclusa al ribasso per la Borsa di Milano

30 gennaio 2011
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Borsa italianaSicuramente segnata ed appesantita dal negativo andamento di Wall Street, la Borsa di Milano chiude in ribasso l’ultima seduta della settimana.

Nonostante i calcoli dell’Universita’ del Michigan, a nulla è valsa la fiducia dei consumatori Us ed è cosi’ che il Ftse Mib, a Piazza Affari, ha ceduto l’1,28% a 22.025 punti ed il Ftse All Share è invece arretrato dell’ 1,17% a quota 22.648. A tale proposito i broker hanno preso voce, sia dalle vendite sui titoli del Lingotto, sia perchè Fiat Spa ha mostrato un ribasso del 4,51% a 6,98 euro. Sono proprio gli stessi broker ad avere apprezzato i risultati, ecco un commento di Morgan Stanley su Industrial:-pensiamo che l’outlook debole della societa’ per il 2011 rifletta l’approccio conservativo del management e per questa ragione abbiamo deciso di alzare il target price a 10,50 euro. Certo il rischio rendimento non è cosi’ interessante come quello dei concorrenti, per questo restiamo equal-weight-.

Il Banco Popolare ha guadagnato l’1,79% a 2,56 euro, Popolare di Milano lo 0,49% a 3,08 euro, Ubi Banca lo 0,13% a 7,46 euro, mentre Intesa San Paolo ha ceduto l’1,73% a 2,407 euro, Monte dei Paschi lo 0,70% a 0,922 euro, Unicredit l’1,14% a 1,827 euro.

Italcementi invece soffre le tensioni in Egitto, il quale rappresenta per Italcementi una delle aree di grande profitto vantando la leadership market share, corrispondente al 22% che genera il 30% dell’Ebitda nel 2011. A tale proposito è Intermonte ad annunciare la maggiore preoccupazione che riguarda Italcementi per i prezzi ancora sotto pressione. Si ipotizza infatti una flessione del 6% nei prezzi in Egitto e per questa ragione sono state abbassate le stime a 189 milioni di euro per il 2011 rispetto ai precedenti 213 milioni.

E’ proprio la tensione su Telecom Italia con un ribasso di meno 2,41% a 1,054 euro, che desta sospetto sul mercato che inizia a guardare con ansia ai riscontri previsti per il 24 febbraio prossimo. E’ stata la decisione di JPMorganm a spingere in ribasso il titolo di Telecon Italia con la decisione di inserirla nello short conviction list, mentre Mediaset, grazie all’anticipazione dello switch-off al digitale terrestre, è riuscita a limitare i danni con lo 0,05% a 4,71 euro, sul listino milanese. In conclusione, Enel, che avrebbe chiuso i tempi riguardo alla cessione della centrale bulgara si Maritza, e nonostante la notizia di un investimento di circa 300 milioni di euro per rilevare il 73% degli asset bulgar da parte dell’operatore russo Inter Rao, asset bulgari che ricordiamo in mano al colosso elettrico italiano, il titolo del gruppo, guidato da Fulvio Conti, ha ceduto a Piazza Affari lo 0,85% a 4,10 euro.

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