Titoli di stato: calano rendimenti, ma attenzione a febbraio

31 gennaio 2011
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Le ultime aste BoT, BTp e CcTeu hanno inequivocabilmente segnato un ottimo punto in favore dei nostri titoli del debito, con rendimenti in calo, sia per i semestrali, che per scadenze a medio termine. Il calo dei tassi e la riduzione del differenziale con i titoli tedeschi, il cosiddetto spread, sono conseguenza di un maggiore clima di fiducia sui mercati, grazie agli interventi della BCE e dei vertici europei, che hanno sostenuto i bonds periferici con dichiarazioni di volontà di intervento, nei casi di oggettiva difficoltà; anche le agenzie di rating, come Fitch, dopo settimane di messaggi schizzofrenici, che hanno innalzato il livello di rischio avvertito sui mercati europei, hanno chiarito agli operatori sulla sovrastima del rischio sui titoli periferici e semi-periferici di Eurolandia.

Il pericolo, tuttavia, non è del tutto scampato. Il prossimo mese di febbraio vedrà l’offerta, nella zona euro, di ben 100 miliardi di euro in titoli bond, che inonderanno il mercato. Tra tutti, spiccano i titoli italiani, primi per importi da collocare. Ma i nostri titoli godono di un pregio; l’Italia sarà a febbraio l’unico Paese che inietterà liquidità sui mercati, per un importo di circa 30 miliardi di euro, grazie a titoli in scadenza e al pagamento di cedole. Questo creerà le condizioni stesse per favorire la domanda dei titoli italiani, in quanto nella consuetudine degli operatori, potrebbe accadere che molti rifinanzieranno le nuove emissioni di stock del debito, dando così ossigeno alle nostre aste. In più, i mercati sono liquidi, in questi primissimi mesi dell’anno, poichè molti investitori hanno chiuso le loro posizioni con la fine dell’anno passato, e sono alla ricerca di nuove forme di investimento. 

Tutto ciò porta ad attenuare il rischio di una domanda insufficiente a coprire il fabbisogno richiesto, malgrado la cifra elevata degli importi offerti nel mese di febbraio.

Quanto ai titoli italiani, occhio all’evolversi della situazione politica. Eventuali elezioni anticipate potrebbero riportare in aumento i tassi e lo spread sui Bund.

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