La crescita mondiale ritorna ai livelli pre-crisi

1 febbraio 2011
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L’economia riparte e torna ai livelli pre-crisi.A determinare tali livelli di crescita sono i paesi emergenti, come Cina, India, Brasile e Russia. Anche gli Stati Uniti sembra stiano vivendo una ripresa, soprattutto in quei settori colpiti fin da subito dalla crisi mondiale, come quello immobiliare, manifatturiero ed il terziario.

Per quanto riguarda l’eurozona aumenta la fiducia di tale ripresa, grazie al riequilibrio tra Germania e Francia ed il dinamismo mostrato dai paesi nordici. I paesi mediterranei, Italia compresa, continuano al contrario una ripresa con estremo affanno, cosa che sta determinando un allargamento della forbice nell’eurozona. A livello mondiale, ciò che spaventa di più è l’inflazione, la quale è più temuta che reale. L’aumento delle quotazioni delle materie prime ha determinato un aumento dei prezzi al consumo di quei beni nei quali è maggiore il peso degli input primari. Ciononostante, il resto dei listini è rimasto stabile : l’inflazione, esclusi energetici e alimentari, resta attorno all’1% annuo in Usa ed Eurozona. Gli analisti concordano che il pericolo inflazionistico, nei paesi avanzati, ancora è lontano. Dati confortanti provengono anche dai tassi di interesse, per i quali aumentano i rendimenti dopo che l’avversione al rischio nei confronti dei titoli di stato è meno forte. Questo aumento è da considerarsi fisiologico nei paesi con finanze pubbliche solide, ma è esplicitamente patologico per i paesi i quali mostrano debolezza dei debiti sovrani.

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