India, missione Italia

1 febbraio 2011
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rapporti rallentati da sviluppi politici

IndiaE’ arrivato ieri a Roma,  Anand Sharma, ministro indiano dell’Industria, in una visita in Italia che durerà tre giorni. Nella giornata di ieri, Anand Sharma ha incontrato Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, il tema discusso è stato quello di far convergere un piano con l’obiettivo di rendere all’avanguarida i rapporti tra India e Italia, per i prossimi dieci anni, che hanno sofferto a causa dei risvolti politici.

Dopo il 2008 infatti, si è visto un rallentamento circa i legami con l’Italia, causa anche i vari impegni di India e Italia su altri fronti mondiali. Accompagnato in questo viaggio da Mister Bharti, presidente della Ficci, Federazione Italiana delle Camere di Commercio e dell’Industria, Anand Sharma concorda che è arrivato il momento di creare insieme all’Italia dei punti di forza, unendo risorse tecnologiche e creative, forti del fatto che la recessione sia solo un brutto ricordo.

In questo momento l’Italia rappresenta il 22esimo partner commerciale dell’India ma sostiene solo l’1% degli scambi mondiali di Roma. L’Italia necessita di investimenti strategici che sono diversamente attuati dal resto delle imprese della Ue. La proposta di Mister Bharti è che l’Italia rappresenti un ruolo importante di crescita.

L’export italiano dipende infatti dall’ Eurozona diversamente che dai mercati emergenti che sono quelli in crescita, per questo sembra opportuno che le imprese italiane trovino spunto per associarsi alle imprese indiane, che offrono minore costo del lavoro e una vicinanza geografica con i mercati emergenti in crescita. L’India è essenzialmente interessata alle medie imprese di nicchia, attratta soprattutto dal nostro design industriale. Dobbiamo anche ricordare che oggi l’India conta 575 Zone economiche dette “speciali” che l’anno scorso hanno rappresentato un quarto dell’export italiano.

In conclusione mostriamo due esempi pratici di investimenti, il meglio riuscito in India risulta Perfetti Van Melle che ha fatto dell’India un vero ponte industriale verso i mercati dell’Asia meridionale tenendo conto di tutte le caratteristiche dell’India, quali tradizioni, soprattutto, mentre il miglior esempio di investimento indiano in Italia è MW Corp. che ha saputo usufruire di tutta l’esperienza finanziaria del manegement indiano rapportato al Made in Italy. Quindi sembrano aprirsi solo buone prospettive.

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