Speculazione Petrolio, si fanno i calcoli a Londra e New York

3 febbraio 2011
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Le tensioni in Egitto destano preoccupazione su tutti i fronti, a partire appunto dal greggio. Appare subito una prima sconcertante differenza tra il prezzo del greggio trattato all’Ice di Londra (il Brent) decisamente piu’ alto rispetto a quello scambiato a New York (il Wit). Si è attesa la chiusura dei mercati asiatici per poter verificare uno scompenso di ben 10 dollari in piu’ sul caro di Londra a 101,53 dollari, mentre il Wti si mantiene sui 90,59 dollari, quando lo spread dovrebbe essere comunque inverso, in quanto scambiato ad un prezzo superiore dettata dalla maggiore qualita’ dettata in parte dal basso contenuto di zolfo. Lo scorso 27 gennaio, si è verificato il massimo storico di 12 dollari; a tale proposito, Antonio Ceserano, Monte dei Paschi Capital Services, spiega che stiamo assistendo semplicemente a dei movimenti legati alle scorte stoccate in Oklahoma, precisamente a Cushing, utilizzati per la consegna del petrolio che è stato acquistato con i contratti future.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma enegia, non ci sta pero’ a minimizzare, riportando anche il dato allarmante dello scorso 21  gennaio monitorato dall’Eia, Us. energy information and administration, quota 37 milioni e 667 mila barili, un dato ed un livello che riporta all’agosto scorso. ” Il dato sulle scorte, che deprime il Wti” spiega Tabarelli, “e la riduzione dei flussi delle piattaforme del Mare del Nord, che spinge il Brent, spiegano solo in parte questo fenomeno; l’impennata dello spread è troppo distante dai fondamentali della domanda e dell’offerta. Non voglio usare la parola speculazione che è fin troppo abusata, con il costo del denaro a zero, gli investitori istituzionali hanno un’enormita’ di denaro a disposizione. Liquidita’ che evidentemente è finita soprattutto in prodotti legati all’andamento delle materie prime come il petrolio, come i fondi etf, per esempio, che si rivelano molto redditizi”.

Da non sottovalutare anche un altro aspetto, ovvero che il Brent si sta affermando anche nei mercati asiatici, che presentano una forte domanda di carburante, senza nemmeno dimenticare quanto accaduto all’oleodotto tran Alaska della Bp delle scorse settimane. Purtroppo, a fronte di questi fatti, sono in molti a parlare di speculazione, proprio perchè è difficile spiegare una simile anomalia, soprattutto perchè in simili contesti e situazioni, dove è inaudito il differenziale che riguarda proprio i prezzi, diventa possibile vendere ed acquistare in maniera semplice e sicuramente non corretta, da qui, appunto, le regioni che portano o porterebbero proprio a parlare di speculazione.

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