L’Italia ed i suoi numeri due

4 febbraio 2011
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Due milioni sono gli egiziani scesi in piazza Tharir al Cairo, due milioni sono le persone che in Italia cercano lavoro e due milioni sono le famiglie che hanno visto ridursi, per la prima volta dal ’95, il reddito disponibile di oltre 3 punti percentuali. Il 2 diventa così il numero non fortunato di questi tempi.

Per la situazione italiana occorre una nuova strategia al fine di dare nuova linfa all’economia, agli investimenti ed al rilancio della domanda. In altre parole serve una ripartenza del PIL ed un alleggerimento dal peso enorme del debito pubblico. La politica italiana sta rivedendo l’articolo 41 della Costituzione per rendere più realizzabili le libertà d’impresa, proprio per superare una certa inerzia ed attirare (o liberare) sempre l’arrivo di capitali privati e stranieri nelle infrastrutture. Alcuni analisti considerano buona l’idea di ripensare l’Irap, la quale non può gravare solo sull’industria manifatturiera (cuore del made in Italy), ma non è sufficiente correggere solo un aspetto. Occorrerebbe rilanciare  un nuovo capitolo privatizzazioni, al fine di disfarsi delle partecipazioni  statali nelle oltre 4.700 aziende pubbliche minori sparse in tutto il territorio nazionale. L’opera di liberalizzazione che sta realizzando questo governo  è da considerarsi buona, ma rallentata nella sua attuazione.

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