Assicurazioni:mancanza di personale specializzato ed elevati costi informatici

5 febbraio 2011
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Saranno la mancanza di personale specializzato e gli elevati costi informatici a costringere le compagnie assicurative europee ad investire di più, al fine di prepararsi alle regole patrimoniali di Solvency II. Secondo Paul Clarke, esperto contabile di Solvency II di PwC, in prossimità dell’entrata in vigore delle nuove regole, il costo di adeguamento delle compagnie assicurative potrebbe toccare quota i 3 miliardi di euro.

In Inghilterra le multinazionali  del settore hanno già messo da parte 100 milioni di sterline per Solvency II, mentre una big dell’Europa Continentale ha stanziato 300 milioni di euro. “Se mettiamo tutto insieme il numero pubblicato dalla Commissione Ue è seriamente a rischio”, spiega Clarke. “Un certo numero di organizzazioni sta valutando con attenzione i costi dei propri programmi. Sono sempre meno a proprio agio con i livelli di spesa e stanno pensando di tagliarli”. Proprio l’elevato costo di Solvency II sta mettendo in allarme molte compagnie, le quali temono un rialzo eccessivo dei requisiti patrimoniali.

Le società di riassicurazione, come Munich Re, Swiss Re e Hannover Re sperano che le nuove regole permettano un aumento della domanda di servizi da parte dei clienti, poiché le compagnie possono utilizzare la riassicurazione al fine di alleggerire il peso del capitale imposto da Solvency II. Secondo alcuni analisti del settore, però, le grandi assicurazioni, come Allianz, Axa e Generali potrebbero non avere la necessità di ricorrere alla riassicurazione, in maniera consistente. Sia Generali (+0,55% a 16,54 euro oggi in Borsa), sia Unipol (+0,95% a 0,5295 euro) hanno dichiarato di recente che non c’é necessità di capitale in vista di Solvency II, anche se non hanno escluso il ricorso a strumenti di rafforzamento patrimoniale. Ad essere maggiormente preoccupati sono gli analisti Fondiaria Sai (+0,74% a 6,80 euro), poiché il dato sul Solvency I ratio, previsto al 120% post aumento di capitale, li ha colti di sorpresa : l’aumento di capitale da 460 milioni di euro approvato recentemente dall’assemblea, comporta un aumento di 20 punti base. Dati questi numeri e considerato che al 30 settembre il combined ratio era pari al 109%, si desume che, al netto della ricapitalizzazione, è previsto una discesa di nove punti base.

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