Investimenti in Paradisi Bancari e Fiscali

28 novembre 2008
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Quali sono gli investimenti più comuni nei paradisi bancari? Il più classico e comune di tutti è l’amministrazione patrimoniale di valori mobiliari con delega o meno alla gestione. Invece una forma più sofisticata di amministrazione o gestione patrimoniale è il private insurance; tale formula unisce in se le caratteristiche dell’amministrazione patrimoniale con quelle del private banking attraverso la veste assicurativa della polizza vita. La tipologia più utilizzata è quella che avviene tramite la creazione di una unità di conto dedicata (attraverso il versamento di un premio) che potrà avere come sottostanti diverse attività: strumenti finanziari, liquidità, quote societarie, cartolarizzazioni di immobili e altro.

Essendo formalmente un negozio di tipo assicurativo appartenente al ramo vita, il private insurance poggia du di un contratto con durata legata alla vita dell’assicurato e si scioglierà con il suo decesso o con il riscatto da parte dello stesso. Principalmente le società che si occupano di questo tipo di investimenti hanno sede in Irlanda, Lussemburgo, e Liechtenstein. L’uso dello strumento si presta particolarmente alla pianificazione patrimoniale e successoria.

Un altro strumento che trova utilizzazione nei paradisi bancari è il trust così come conosciuto a livello internazionale. Alcuni di questi paesi prevedono una legislazione specifica nel trust, come ad esempio Liechtenstein, San Marino, Singapore, Lussemburgo, avendo peraltro adattato in molti casi le norme common law a quelle loro interne. Pur con alcune variabili da paese a paese, lo schema è quello classico del trust e prevede che un soggetto (settlor) destini a un altro soggetto (trustee), controllato eventualmente da un guardiano (protector), qualunque tipo di valore patrimoniale con l’obiettivo di amministrarlo a proprio nome ma a favore di uno o più beneficiari indicati o indicabili successivamente.

La legislazione di Liechtenstein, Panama, Lussemburgo e Austria permette la creazione di particolari strutture che nascono non solo come strumenti di ottimizzazione fiscale, ma sono idonee a realizzare finalità di natura patrimoniale, tipiche del settore private banking. Come la Società Anonima e la Fondazione di Famiglia del Liechtenstein.

Nonostante possa adattarsi a tutti gli obiettivi economici, la prima, di regola, viene costituita per amministrare o gestire attività commerciali e partecipazioni, ma è utilizzata anche per consulenze, intermediazioni, intestazioni di altri diritti, brevetti, licenze e royalty. La società anonima che può disporre di conti bancari in linea con la riservatezza tipica del paese, viene fondata mediante atto costitutivo e statuto.

La Fondazione di Famiglia, invece, è forse lo strumento giuridico più conosciuto e utilizzato nel Liechtenstein. Sono usate soprattutto  da parte di soggetti non residenti per la pianificazione, anche successoria, del proprio patrimonio, prevalentemente di natura mobiliare, ma anche immobiliare.

Con caratteristiche simili vi è la Fondazione Privata Austriaca. La Fondazione Privata di Panama anch’essa con caratteristiche simili si differenzia per non esigere la nazionalità per diventare membro del consiglio di fondazione, essendo sufficiente la presenza di un rappresentante domiciliato a Panama.

Il Lussemburgo è interessante anche per un veicolo societario introdotto nel maggio 2007: la Società di gestione del patrimonio familiare (Spf). Concepita come società di investimento destinata a soggetti ben individuati per la gestione di asset patrimoniali privati di qualche rilevanza (milioni d euro), ha di fatto sostituito la famosa società di holding del 1929. La definizione di Spf fa chiaramente comprendere l’oggetto per cui è stata creata ossia il patrimonio privato delle persone fisiche, da cui ne deriva che tale società non viola i regolamenti comunitari sugli aiuti di stato non favorendo infatti attività commerciali. La Spf deve assumere la forma di società di capitali. Beneficia di totale esenzione dall’imposta sul reddito delle società, dall’imposta comunale commerciale e dall’imposta patrimoniale. Anche i dividendi distribuiti ai soci non residenti non subiscono ritenute fiscali in Lussemburgo. Per i soci residenti in stati membri UE saranno soggetti a ritenuta pari al 20%.

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