Eni in attesa di riscontri per Galp

9 febbraio 2011
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A Piazza Affari il titolo Eni segna un + 0,33% a 12,22 euro e non hanno preso piede le trattative per la cessione del 33,4% di Galp ai brasiliani. Sono stati i disallineamenti della quota valutativa di vendita a fermare i negoziati, notizia che ha gettato non poco sconforto. Gia’ nei giorni precedenti erano emerse pero’ delle titubanze nonchè delle problematiche causate al valore stesso della partecipazione, la richiesta di Eni era di 4-4,5 miliardi mentre Petrobas offriva 3-3,5 miliardi di euro. A questo punto si ricominicia alla ricerca di un altro compratore, nell’area sottotono di San Donato.

In borsa si continua pero’ a guardare ai risultati, ed ecco che c’e’ chi sostiene che Galp fino ad oggi, è stato senza dubbio per Eni, un buon investimento pari a 1 miliardo a partire dall’anno 2000. A questo punto si fanno esaustive le parole scandite a gran voce da Paolo Scarone, l’ad del gruppo, il quale dichiara che non c’è alcuna fretta di vendere il gruppo “lo faremo se e quando ci verra’ fatta un’offerta che giudicheremo congrua, le discussioni con Petrobas sono terminate perchè non abbiamo trovato una convergenza sugli elementi essenziali della possibile transazione, comunque stiamo continuando a valutare una serie di altre opportunita’ per la nostra quota nella societa’ portoghese”.

Non hanno perso tempo gli analisti a ricordare i 12 miliardi che capitalizza Galp, definendo cosi’ il prezzo di mercato di Eni pari a 4,1 miiardi circa, mentre sim milanese si rincorrono le notizie di speranza, e si afferma che “i brasiliani non erano l’unico pretendente per l’asset portoghese di Eni, i colloqui con altri possibili acquirenti continuano”. Nonostante questo forzato, cosi’ appare, entusiasmo, gli esperti di Intermonte, non sono affatto positivi in quanto non si fanno che allungare i tempi. La notizia comunque piu’ importante, è che è stata inaugurata ieri in Iran ,la seconda fase del giacimento di greggio realizzato da Enel, Darkhovein, che avra’ il compito di portare a quota 160.000 i barili al giorno di produzione, e nello stesso tempo, Eni annuncia che non portera’ a compimento altri progetti in Iran finchè la situazione internazionale non migliorera’, ovvero, fino a quando non cesseranno le sanzioni e le pressioni internazionali in riferimento al programma nucleare italiano. In questo modo resta fermo il progetto per la Fase 3 di Eni, ovvero portare la produzione del giacimento di Darkhovein alla produzione di 260.000 barili al giorno, che comporterebbe ad un ulteriore investimento stimato attori a 1,5 miliardi di dollari.

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