Forex, euro sotto 1,35 sul dollaro

14 febbraio 2011
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Apre in forte discesa la moneta unica, rispetto al biglietto verde americano. L’euro, in apertura di settimana, scende a 1,3461, in forte ribasso rispetto ai valori di chiusura della settimana scorsa, che aveva visto viaggiare la nostra valuta persino intorno a quota 1,39. Sono almeno due i fenomeni che potrebbero avere influito su questa vera e propria virata al ribasso.

Primo fattore sarebbe l’andamento delle aste periferiche la scorsa settimana, in particolare per il Portogallo; come sappiamo, è dovuta intervenire la BCE a sostegno dei titoli lusitani, per evitare un eccessivo rialzo dei rendimenti sui titoli di stato, dato che l’asta stava andando piuttosto male. La BCE non interveniva sui mercati da quasi un mese, grazie al clima di rasserenamento sui mercati. Nessun problema per l’Italia, invece, che ha chiuso con rendimenti BoT e BTp in ribasso e con un restringimento evidente dello spread con i Bund tedeschi.

E questa settimana sono previte altre aste, per cui il timore degli operatori è che si possa ripetere quanto accaduto pochi giorni fà, creando le premesse per un ritorno a un clima di scetticismo, maggioritario fino a metà gennaio.

C’è poi il caso della banca tedesca WestLB, il cui salvataggio sarebbe messo in dubbio. Si teme che il crollo di un’altra banca colpisca una ripresa ancora lenta e fragile in Europa, con conseguenze devastanti sui conti pubblici del Vecchio Continente. Certo, è solo un’ipotesi, ma sufficiente a riportare alla memoria il settembre nero del 2008, sebbene le dimensioni della suddetta banca non siano confrontabili con la Lehman Brothers.

Un altro elemento che forse starebbe giocando un ruolo in questo trend ribassista di inizio settimana potrebbe essere il caso Grecia, richiamata da UE e FMI ad attuare un piano di privatizzazioni di circa 50 miliardi, la posto dell’attuale di 7 miliardi; richiesta rispedita ai mittenti, senza troppi complimenti, da parte del governo di Atene, che considera le dichiarazioni dei due organismi un’intromissione negli affari interni.

Peccato che Atene non abbia chiarito le alternative finanziarie per ripagare l’ingento debito accumulato.

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