E’ scontro aperto tra Bondi e fondi esteri in casa Parmalat

14 febbraio 2011
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Enrico Bondi ed i tre fondi stranieri (Mackenzie, Skagen e Zenit) si stanno danno battaglia pubblicamente. Le tre società straniere hanno raccolto il 15,3% di Parmalat ed il Governo, con Gianni Letta in veste di mediatore  tra le parti antagoniste, viene coinvolto in vista del rinnovo del board del gruppo alimentare, in agenda il prossimo aprile.

Da indiscrezioni di stampa riportate nel week end, Enrico Bondi, amministratore straordinario delle società del Gruppo Parmalat, non vuole accettare la presidenza della società emiliana come ipotesi di compromesso e tenta di proporre una propria lista da presentare entro il 18 marzo. Le tre società straniere, con il loro 15,3% del capitale, stanno racimolando il consenso si di altri soci per aggiungere un ulteriore 6%, diminuendo di fatto le chances di vittoria per liste alternative. I fondi esteri lamentano da tempo un´acquisizione importante o un aumento del dividendo visto il notevole flusso di cassa e, secondo indiscrezioni, avrebbero già selezionato alcuni nomi come possibili nuovi amministratori delegati da contrapporre a Bondi, provenienti comunque dal panorama industriale italiano. In particolare, il nome più quotato è quello di Maurizio Manca, manager con un passato in Galbani e Kraft. “In generale un Ceo con background più industriale e possibilmente anche internazionale – commentano gli analisti di Equita – aumenterebbe la visibilità sugli scenari di creazione di valore incorporati nel nostro prezzo obiettivo di 2,80 euro”. L´indiscrezione che non punterebbe ad una conciliazione tra Bondi e il fronte dei soci esteri è giudicata “positivamente” da Intermonte, che conferma “special buy” sul titolo Parmalat.

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