La crescita rallenta a fine 2010

16 febbraio 2011
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Grafico statisticheUscire dalla crisi economica e rimettersi al passo con i ritmi di crescita “di un tempo” non è un processo che si esaurisce in pochi mesi. Tuttavia, i risultati del Pil, esposti dall’Istat nella sua stima flash, danno qualche segnale di speranza. La crescita resta al di sotto dei livelli previsti dal governo e al di sotto della media dei paesi della Zona Euro, ma grazie alle performance positive del settore dei servizi e dell’agricoltura, qualcosa sta cambiando.

Ecco i numeri: il Pil, nell’ultimo trimestre del 2010 è cresciuto soltanto del 0,1%, mentre nella Zona Euro la crescita media dei prodotti interni lordi, si attesta sullo 0,3% per lo stesso periodo. La crescita italiana, dunque, si attesta sull’1,1%, a fronte di un aumento del 3,6% del Pil tedesco. È vero, l’Italia ha rispettato le previsioni fatte dall’Ocse e, per il 2011, si porta dietro una bella eredità, cioè il saldo positivo. A questa lieve crescita, però, hanno contribuito la produttività dei servizi e dell’agricoltura ed ha inciso, invece, negativamente, il calo complessivo della produzione industriale. Un quadro che deve costringere a ripensare il sistema economico italiano, individuando le eccellenze in grado di rilanciare definitivamente l’economia del Belpaese.

“La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,3 per cento”, dice l’Istat, che ricorda, “il 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al 2009. Secondo la prassi corrente, l’1 marzo 2011 saranno diffuse le nuove stime annuali”.

Leggi qui il comunicato dell’Istituto nazionale di statistica

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