I Servizi Pubblici non sono ancora efficienti

21 febbraio 2011
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Non solo si parla ancora per l’Italia di servizi scadenti, ma soprattutto di servizi ancora troppo cari, con un dislivello non indifferente tra nord e sud. Da una ricerca effettuata da Banca d’Italia emerge che l’Italia è in netto ritardo nel confronto internazionale. Sotto “accusa” istruzione, giustizia, i servizi regionali quali sanita’, e quelli locali, come i trasporti locali, rifiuti, acqua, distribuzione del gas ed asili nido.

Un’analisi davvero importante quella di palazzo Kock, e come la stessa Bankitalia sottolinea “la quantita’ e la qualita’ dei servizi pubblici influiscono sulla competitivita’ di un’economia e sul suo tasso di crescita potenziale, in generale si segnalano significativi ritardi del Mezzogiorno rispetto alle altre aree del Paese, differenziazioni non tanto nei livelli di spesa quanto nel grado di efficienza nell’utilizzo delle risorse impiegare. E’ fondamentale che informazioni sulla qualita’ dei servizi e, piu’ in generale, sul funzionamento della cosa pubblica, siano disponibili e adeguatamente diffuse”.

Nel confronto internazionale le regioni del Nord risultano ancora inferiori a confronto con quelle di paesi piu’ all’avanguardia; secondo le ricerche della Banca Mondiale, in Italia, per risolvere, ad esempio, una controversia commerciale occorrono 1.210 giorni contro una media Ocse di 510 giorni e dell’Unione europea di 549 giorni. Diversamente, il nord Italia risulta essere in linea sul versante dell’istruzione e della sanita’.

Secondo Bankitalia diventa assolutamente necessario “che i servizi pubblici migliori siano realizzati soprattutto attraverso recuperi di efficienza nella loro fornitura, e non con l’impiego di risorse”. Emerge cosi’, come per il nostro Paesie sia necessario riuscire a contenere le spese e che la spesa pubblica sia erogata a livello decentrato perchè “acquista particolare rilevanza nella prospettiva dell’attuazione del federalismo fiscale, che garantira’ una copertura integrale solo delle spese relative alle funzioni fondamentali”.

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