Materie prime:caffé e cacao in forte ascesa

21 febbraio 2011
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Il solito rialzo dell’obbligo di riserva bancaria da parte della Cina è stato compensato dai buoni risultati societari, i quali hanno supportato i listini azionari, con la conseguenza che alcune materie prime non hanno subito influenze negative dalla stretta monetaria cinese.

I metalli non ferrosi, come nickel e zinco ad esempio, la scorsa settimana hanno recuperato terreno all’Lme. Il petrolio Brent ed il Wti, dopo un inizio di seduta caratterizzata da forti ribassi, hanno terminata la stessa rimanendo invariati. Alcuni prodotti agricoli hanno registrato persino qualche record : hanno chiuso sui massimi il cacao, il caffè robusta e l’arabica, anche se la tendenza generale è stata al ribasso. In evidenza ci sono le correzioni superiori al 3% subite dal cotone a New York e dal frumento a Chicago. Al Cbot i semi di soia ed il riso grezzo hanno perso oltre il 2%, mentre la flessione è stata più indolore per il mais (-0,4%). Oltre all’argento, hanno subito rialzi anche gli altri metalli preziosi : il palladio ha raggiunto un massimo atteso da 10 anni. I prezzi delle materie si confermano ai massimi da almeno due anni in gennaio. Ma la corsa al rialzo, registrata dagli indici del Centro studi di Confindustria, ha rallentato il ritmo.  Un segnale positivo proviene dall’Europa : grazie al rafforzamento dell’euro, a beneficiarne sono state soprattutto le imprese del Vecchio continente, poiché l’indice in euro, il quale rispecchia l’andamento delle commodities acquistate in Italia, è salito del 3,7% mensile, contro il +9,2% di dicembre e il +4,7% registrato dall’indice in dollari.

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