Se l’Italia non avesse gli stranieri

21 febbraio 2011
Di

Lo dice un recente rapporto della Camera del Commercio di Milano: se l’Italia non avesse avuto il contributo dei lavoratori autonomi stranieri, sarebbe stata ancora più povera di oggi. Non che il nostro paese se la passi male, non è questo il dato importante, però è vero che le imprese create, gestite e portate avanti dai non italiani, sono cresciute del 200,7% in dieci anni, dal 2000 al 2010. Le imprese nostrane, invece, hanno registrato una crescita media del 9,4%, una percentuale che scende al 3,6% se si considerano soltanto le imprese con i titolari italiani.

A fare le spese, in questo periodo di crisi economica, di un trend negativo, sono le regioni in cui la presenza massiccia degli stranieri, è ormai un dato di fatto: Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. Ma devono ringraziare gli imprenditori non italiani, anche alcune regioni del sud come la Basilicata e la Puglia.

La Camera di Commercio milanese, non approfondisce la natura delle imprese straniere, nel senso che non spiega in quali settori produttivi hanno investito, ma una cosa è certa: il fisco tiene d’occhio questi cambiamenti del mercato del lavoro e della società in generale. Basti pensare che i modelli per la dichiarazione IVA 2011 sono disponibili online anche in altre lingue diverse dall’italiano. In generale sono stati tradotti tutti i modelli dichiarativi, ma la modulistica multietnica relativa all’Imposta del Valore Aggiunto, dimostra quanto gli stranieri siano attivi tra gli imprenditori. Ecco dove scaricare la documentazione sul sito internet Fiscooggi.it, quotidiano online dell’Agenzia delle Entrate.

Tag: , , ,

Lascia un commento



Letture