Euro ai massimi dopo G20 e parole BCE

21 febbraio 2011
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L’euro ha toccato un picco di 1,3727 sul dollaro, quasi ai massimi da mesi, nella seduta di inizio settimana. La moneta unica è rinvigorita dall’esito del G20, che sebbene non abbia dato una soluzione definitiva al problema del debito europeo, ha affrontato seriamente il caso, ponendo in essere già alcune soluzioni, quali la ricerca di indicatori per descrivere lo stato di salute dei Paesi dell’Eurozona.

A quanto pare, i mercati sono fiduciosi dei risultati del vertice e degli effetti che essi avranno in senso di maggiore rigore sui conti pubblici del Vecchio Continente. Una fiducia accresciuta anche dalle parole del direttore generale della BCE, Lorenzo Bini Smaghi, che aveva tranquillizzato sulla capacità di Francoforte di tenere a bada l’inflazione, anche con un’azione tempestiva di politica monetaria restrittiva; l’intervento di Smaghi ha dato la sensazione ai mercati che il rialzo dei tassi di riferimento da parte della BCE sia più prossima del previsto, date le attese di una maggiore inflazione, determinata dalla crescita dei prezzi delle commodities, soprattutto dopo gli ultimi accadimenti in Libia.

L’entusiamo attorno alla moneta unica è stato in parte frenato dalla sconfitta ad Amburgo del partito del Cancelliere Angela Merkel, la CDU, che sostiene a livello federale ed europeo la linea del massimo rigore contro il debito e il deficit degli stati membri dell’Eurozona.

Non che una sconfitta isolata in una città possa determinare un cambiamento degli equilibri di politica europea, ma nel caso opposto, di una vittoria della CDU, i mercati avrebbero di certo ancora più premiato l’euro.

A rafforzare, invece, le quotazioni della divisa europea ci potrebbe pensare il calo dei rendimenti dei Treasuries americani, che se dovesse avvenire, darebbe il via a un’ondata di vendite di dollari USA, rinvigorendo la moneta unica, in previsione di un innalzamento dei tassi, che si fà sempre più concreto.

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