La Libia in Italia: le partecipazioni di Tripoli nelle società del Bel Paese

21 febbraio 2011
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I rapporti tra Italia e Libia hanno sempre visto un reciproco scambio di interessi dal punto di vista finanziario che vede molte partecipazioni libiche in società italiane degli ambiti più disparati.

La presenza più significativa si può notare in Unicredit, di cui la Libia possiede una quota pari al 7,2%, quota che è sostanzialmente cresciuta a partire da settembre 2010, momento di crisi per la società bancaria. I fondi di Tripoli sono considerati virtualmente primo azionista: il 4,988% appartiene alla Banca centrale libica, più un altro 2,594% detenuto dalla Libyan Investment Authority (che possiede anche il 2,01% di Finmeccanica), sotto alla guida di Farhat Omar Bengdara che si è guadagnato il titolo di vicepresidente di Unicredit.

Oltre a Unicredit, è importante ricordare la partecipazione della libiana Lafico (che già nel 1976 aveva stabilito un accordo con Fiat, annullato nel 2006) per il 14,8%  in Retelit, società controllata da Telecom, per il 7,5% nella Juventus e per il 21,7% nella società Olcese. La presenza in Eni, che opera molto in territorio libico, è pari solo a circa l’1%, ma le autorità libiche hanno più volte manifestato il loro interesse a entrare nella società, ma anche in Telecom, Generali, Impregilo e Terna.

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