Aspetti legali e fiscali delle polizze di credito commerciale

15 dicembre 2008
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La polizza di credito commerciale non è un titolo di credito, ma si configura piuttosto come una promessa di pagamento e pertanto non incorpora il credito come avviene nella cambiale, ma contiene unicamente il riconoscimento di un debito.  Qualora il debitore non paghi, il creditore dovrà dimostrare l’esistenza del suo diritto a ottenere il rimborso.

Il regime fiscale applicabile all’atto della riscossione dei proventi dell’operazione si configura diversamente, a seconda della qualifica soggettiva del percettore:

  • se vengono percepiti da persone fisiche non esercenti imprese commerciali o da enti non commerciali, tali proventi rientrano tra i redditi di capitale e, quindi, sono da assoggettarsi alla ritenuta del 12,50% a titolo d’acconto, con obbligo di rivalsa;
  • se i percettori sono soggetti non residenti nel territorio dello Stato o stabili organizzazioni di soggetti non residenti la ritenuta del 12,50% è applicata a titolo di’imposta e deve essere operata anche sui proventi conseguiti nell’esercizio d’impresa commerciale;
  • se il credito viene riscosso da: 1- persona fisica nell’esercizio di un’impresa commerciale, 2- società in nome collettivo o in accomandita semplice, 3- società di capitali o enti commerciali, 4- enti non commerciali, esclusivamente allorchè conseguano tali proventi nell’esercizio di attività commerciali non istituzionali. I suddetti proventi si qualificano come componenti positivi di reddito d’impresa e, come tali, non sono soggetti ad alcuna ritenuta alla fonte all’atto della riscossione.

L’aliquota della ritenuta è stabilita al 27% se i percipienti sono residenti negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato, individuati con il decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze. In ognic aso qual’ora l’operazione comporti l’emissione di più titoli in serie o di massa, i relativi proventi subiscono una ritenuta del 27% con obbligo di rivalsa.

Detta ritenuta è applicata a titolo di acconto nei confronti di:

  • imprenditori individuali, se i titoli sono relativi all’impresa;
  • società in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate;
  • società per azioni e in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative e società di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato;
  • enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato , che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle società e degli enti non residenti del territorio dello Stato.

La ritenuta è applicata a titolo d’imposta nei confronti dei soggetti esenti dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche e in ogni altro caso.

Ai fini Iva si ha:

  • l’operazione di emissione della lettera di riconoscimento di debito non rientra nell’ambito di applicazione dell’imposta in quanto non costituisce prestazione di servizi;
  • le eventuali cessioni delle polizze sono esenti dall’imposta in quanto non sono considerate cessioni di beni nè prestazioni di servizi;
  • alla scadenza, la prestazione della polizza di credito commerciale da parte dell’ultimo cessionario per l’incasso del corrispettivo dell’operazione rientra nel campo di applicazione dell’imposta, pur trattandosi di un’operazione esente da Iva;
  • le fideiussioni rilasciate dalla banca nel perfezionamento dell’operazione rientrano nel campo di applicazione dell’Iva, pur trattandosi di operazioni esenti.

Poichè l’operazione viene di norma formalizzata mediante lo scambio di corrispondenza, l’imposta di bollo e quella di registro sono dovute solo in caso d’uso.

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