Ansia in Italia per la questione di Libica

22 febbraio 2011
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La preoccupazione del governo italiano per quanto concerne la guerra civile che sta costringendo la Libia ad un vertice di emergenza mai visto prima.

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico dell’Italia, il bresciano Stefano Saglia, ha dichiarato: “Stiamo lavorando soprattutto sul fronte enegetico. Non possiamo dimenticare che per l’Eni la Libia rappresenta il 13 per cento dell’approvvigionamento energetico. È vero che, in passato, noi non abbiamo mai subito ripercussioni neanche nei momenti più caldi».

Certo, la buona politica tra Italia e Libia risale ai tempi di Enrico Mattei. È stato lui a fissare il principio del fifty-fifty, il 50 per cento dei guadagni all’Eni e l’altro 50 ai produttori . Sia in Egitto che in Libano siamo tra i maggiori investitori.

Certo, non dimentichiamo Transmed, il gasdotto che collega con l’Algeria e direttamente con un giacimento petrolifero passando per la Tunisia. Il gas libico, comunque, è importantissimo per i nostri investimenti. Ci sembra positivo, comunque, che anche nei momenti più caldi non siano state bloccate le fonti energetiche. Le tensioni esplose sull’intero fronte arabo del Nordafrica potrebbero continuare a risparmiare i rapporti con l’Italia”.

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