Secondo Cmc Markets un rialzo dell’euro avrà conseguenza su paesi periferici

24 febbraio 2011
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L’euro sembra non accusare il colpo per le tensioni in Medio Oriente e ritorna a concentrarsi su una probabile manovra restrittiva della Bce. Due giorni fa la moneta unica ha iniziato a guadagnare posizioni sul dollaro, nonostante le forti tensioni libiche che premevano verso le valute rifugio.

Ieri il cambio euro/dollaro si è riportato sopra quota 1,37 dollari. Aumentano i sostenitori della Bce propensi favorevoli ad un ritocco al rialzo dei tassi. Si così è espresso anche Nout Wellink, membro olandese del consiglio direttivo della Banca centrale europea, il quale considera il repo rate all’1% come causa di distorsioni dei processi economici e finanziari, sottolineando inoltre una crescente inquietudine per il surriscaldamento dei prezzi.

Nel meeting della settimana prossima (giovedì 3 marzo), la Bce potrebbe dimostrarsi meno accondiscendente di quanto lo è stata a inizio febbraio.  Michael Hewson, analista di CMC Markets, afferma :  “usare parole dure sui tassi è una cosa, agire effettivamente risulta invece più problematico visti i problemi in cui versano ancora le regioni periferiche dell’Europa”. L’analista di Cmc considera la moneta unica intenzionata a riprendere quota 1,3750 dollari, pur senza interrompere di volgere lo sguardo ad un livello più basso, con un primo target a 1,3540. Vedendo le altre valute, la sterlina ha ripreso quota rispetto al dollaro Us con un cambio dollaro-sterlina a 0,617. “Ai livelli attuali la Sterlina sembrerebbe già scontare un rialzo dei tassi nei prossimi mesi, forse già in aprile, nel caso in cui aumentassero a quattro i membri della BoE favorevoli ad un aumento del costo del denaro”, sottolinea Hewson. La crisi geopolitica in Medio Oriente ed in Nord Africa desta molte preoccupazioni in ambito internazionale, anche se allo stato attuale delle cose, molte monete come l’euro sembra non subire danni irreversibili.

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