Titoli di Stato, si confermano attese rialziste

24 febbraio 2011
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Come avevamo già avvisato ieri, sui mercati europei, gli operatori ormai attendono un imminente aumento dei tassi di riferimento indicati dalla BCE, soprattutto in conseguenza della necessità di tenere i prezzi sotto controllo, dopo che anche i dati dell’ultimo mese indicano una forte crescita dell’inflazione nell’Eurozona, legata alle dinamiche delle quotazioni delle commodities.

Come noto, l’attesa di una modifica dei tassi ha conseguenze sul portafoglio degli investitori, i quali, in attesa di un rialzo dei tassi, si concentrano in investimenti a breve termine, preferendo non impegnarsi sul lungo termine, avendo la possibilità si spuntare successivamente un rendimento maggiore. 

Questa situazione comporta una tendenza all’abbassamento dei rendimenti di breve termine e un aumento dei tassi sui titoli a lunga scadenza.

L’asta spagnola di inizio settimana non aveva potuto confermare questo trend, poichè in quel caso si è avuta una situazione opposta, di rialzo dei rendimenti sui trimestrali e un abbassamento sui titoli a sei mesi; ma è molto probabile che in quell’occasione abbiano giocato più fattori contingenti, quali la preferenza degli operatori per una maggiore cautela verso titoli considerati maggiormente a rischio da qui ai prossimi tre-4 mesi, da un punto di vista della liquidità delle casse iberiche.

Invece, l’andamento delle aste italiane starebbero questa attesa rialzista. Infatti, i titoli decennali BTp stanno vedendo aumentare il loro spread a 171 punti base sui Bund tedeschi, in forte crescita nelle ultime sedute. Giocano in favore di un rialzo dei rendimenti anche i timori di ripercussioni negative sull’economia italiana della crisi libica. I nostri decennali rendono a un tasso del 4,85% contro il 3,14% dei tedeschi.

Ma nel contempo si registra una flessione dello spread sulle scadenze corte, come i BoT semestrali, che hanno visto, invece, diminuire il loro differenziale sugli omologhi titoli tedeschi, portandosi a un tasso dell’1,311%, ben 11,5 punti base in meno della precedente asta.

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