Confindustria: la ripresa italiana dipenderà dall’export

26 febbraio 2011
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Il Centro Studi di Confindustria rileva che la ripresa economica «prosegue a ritmi molto elevati, ma non uniformi. L’economia italiana procede meno rapida, ha recuperato slancio ed il Pil riparte nel primo trimestre 2011, dopo il debole +0,1% nel quarto 2010».

Tali risultati arrivano grazie al traino della domanda estera, mentre resta impantanata la domanda interna. Con un settore manifatturiero  per il quale le imprese anticipano ulteriori incrementi di attività, le immatricolazioni di auto restano ferme e la fiducia delle famiglie è in lieve recupero dopo la forte caduta di gennaio. Segnali sconfortanti provengono ugualmente dal settore dei prestiti alle imprese, i quali restano deboli, con un calo dello 0,3% mensile a dicembre. Il centro sutdi di Confindustria segnala, inoltre, il rincaro delle materie prime, sottolinea il centro studi degli industriali, fa salire ovunque la dinamica totale dei prezzi al consumo: +2,4% annuo a gennaio in Eurolandia, +4,9% in Cina, +1,6% negli Usa. In Italia i prezzi sono saliti del 2,1% a gennaio dal +1,3% di giugno. In particolare, l’aumento di molte materie prime  viene sostenuto dall’afflusso di capitali finanziari. Le previsioni del Csc specificano che gli aumenti del petrolio ed il ruolo svolto dalla speculazione si rafforzano a vicenda dal 2009 come già nel 2004-2008. Inoltre, viene evidenziato che è andato ad indebolirsi il nesso tra cambio del dollaro e prezzi delle materie prime. Il campanello d’allarme suyonato da Confindustria, vuole mettere in guardia sul fatto che, in Italia, la ripresa dipenderà particolarmente dalle esportazioni del nostro paese.

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