Euro super contro dollaro su timori inflazione

25 febbraio 2011
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Riprende la corsa la moneta unica, che in mattinata viaggia intorno a un valore di 1,3825 sul dollaro, contro una chiusura sotto quota di 1,38 di ieri (1,3797). Secondo gli analisti, a fare correre l’euro sarebbe soprattutto il timore di ulteriori rialzi del prezzo del petrolio, oltre che a quelli già in atto, in questi giorni. Il surriscaldamento dei prezzi del greggio, infatti, fa scattare l’allarme inflazione, ma che si stima possa avere un impatto peggiore negli USA, con una previsione al rialzo del differenziale di crescita dei prezzi, a sfavore degli USA. 

Questo, perchè mentre nella zona euro si parla di imminente stretta monetaria della BCE, quindi, di un aumento dei tassi, come anche le aste italiane di bond in questi giorni segnalano, negli USA si persevera con una politica monetaria accomodante, per sostenere una ripresa ancora giudicata insufficiente per garantire livelli accettabili di disoccupazione e assorbire la manodopera in eccesso. 

Questo scenario lascia intravedere, quindi, un deflusso di capitali dagli USA, peraltro qui non contro-bilanciato da un attivo commerciale, con la facile previsione di un indebolimento del dollaro.

Certo, la crescita dei prezzi e il mutamento repentino e radicale degli equilibri geo-politici nel Mediterraneo e in Medio Oriente potrebbero avere ripercussioni più pesanti sull’Europa che sugli USA, non solo a causa della vicinanza geografica, ma anche per la maggiore dipendenza energetica del Vecchio Continente, in particolare di Paesi come l’Italia, e per le forti esposizioni di aziende continentali in quelle regioni.

Ma è indubbio che la politica di “inflation targeting” della BCE garantisca di più gli operatori, rispetto al lassismo della Fed.

Inoltre, proprio l’apprezzamento del prezzo del greggio allenta le pressioni al rialzo sul biglietto verde, dato che gli stati produttori non necessitano come prima di una valuta forte, a contemperamento di una quotazione ritenuta debole dell’oro nero.

Isomma, tutti fattori che spingono verso una previsione al rialzo dell’euro, sebbene sullo sfondo rimangano le incertezze legate al debito eccessivo in Europa.

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