La crisi dei mercati nordafricani: ecco le prime conseguenze sulle obbligazioni

25 febbraio 2011
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La crisi che sta investendo alcuni Paesi del Nord Africa comincia ad avere forti ripercussioni anche sui mercati. La prova più evidente è l’aumento del prezzo del petrolio, salito fino ad ora del 15%, preannunciando una maggiore inflazione e una minore aspettativa di crescita.

Per il momento il mercato delle obbligazioni ha reagito secondo le previsioni: i rendimenti a breve termine si sono dimostrati più elevati nell’Eurozona, anticipando la crescita dell’inflazione, mentre sulle scadenze lunghe non sembrano esservi conseguenze sostanziose.  Ma se la crisi andrà peggiorando il prezzo del petrolio continuerà a salire, portando un aumento consistente a livelli preoccupanti, soprattutto se la crisi dovesse investire anche i più vicini Paesi dell’Est. In questo modo, molti esperti (tra cui Andreas Riegler, fund manager del team Global Fixed Income di Raiffeisen Capital Management, che ha fornito la previsione più completa) ritengono che il risk sentiment degli investitori potrebbe peggiorare sul breve termine, determinando la catastrofe per i prodotti a spread come le obbligazioni corporate e per il debito dei Paesi emergenti. Il consiglio è perciò quello di rapportarsi in modo più conservativo agli investimenti, anche se la realtà politica e sociale in trasformazione nei Paesi nordafricani solleva molte altre preoccupazioni.

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