Bankitalia: crescita dell’Italia ferma da 15 anni

28 febbraio 2011
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Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, in occasione del consueto discorso annuale all’Assiom Forex, ha sottilineato la stagnazione dell’economia italiana, la quale dura oramai da 15 anni. L’intervento di Draghi considera necessaria una profonda azione riformatrice ispirata al conseguimento di una maggiore efficienza del sistema.

“Nonostante i passi in avanti – afferma Draghi alla sala Auditorium della Fiera di Verona – l’Italia si segnala ancora in tutte le classifiche internazionali per l’onerosità degli adempimenti burocratici, specie quelli addossati alle imprese. Possiamo guardare con ragionevole fiducia alla possibilità di un’azione di riforma. Si tratta di liberare lo spirito degli imprenditori e degli individui da molti vincoli. Si è già cominciato, ma azioni riformatrici più coraggiose migliorerebbero le aspettative delle imprese e delle famiglie e aggiungerebbero impulsi alla crescita”.  Le analisi vedono il nostro paese crescere dell’1% (+1,1% il pil nel 2010) e le previsioni di Bankitalia per il biennio 2011-2012 si attestano a circa mezzo punto percentuale in meno della media prevista per l’eurozona. A preoccupare il Governatore di Bankitalia è soprattutto la crisi libica con la conseguente impennata dei prezzi petroliferi: un aumento del 20% delle quotazioni petrolio significa una minor crescita del prodotto di mezzo punto percentuale in tre anni. Altro elemento di disturbo per la nostra economia è rappresentato dal debito pubblico, con il rapporto tra debito pubblico e Pil vicino al 120%: in relazione a tale aspetto, Draghi sottolinea che “occorrerebbe iniziare a flettere nel prossimo anno, quando il Governo intende riportare il disavanzo annuo sotto il 3% del Pil”. L’auspicio di Draghi è di vedere che le maggiori entrate dello stato si rendano disponibili grazie a recuperi di evasione, le quali verrebbero  usate per ridurre la pressione sui contribuenti. Ultimo nodo, ma non per importanza, è la disoccupazione giovanile, la quale si è attestata a livelli record, ossia vicina al 30%.

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