Forex, euro si rafforza su dollaro

1 marzo 2011
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Ancora in crescita il valore della moneta unica contro la divisa americana, a inizio delle contrattazioni in mattinata. L’euro sfonda quota 1,38, attestandosi a 1,3822/28 contro il dollaro. Continua, quindi, il rafforzamento della valuta europea, dovuto ad alcuni motivi di fondo, che in effetti rendono giustizia, dopo le speculazioni dei mesi scorsi.

Il motivo principale dell’indebolimento del dollaro sta nell’attesa del discorso che il governatore della Fed, Ben Bernanke, farà alla Commissione del Senato, dove si presume che perpetuerà la sua analisi sulla debolezza della ripresa americana, soprattutto da un punto di vista occupazionale; tale discorso sarebbe, infatti, il preludio alla conferma di una strategia espansiva della politica monetaria, al fine di sostenere la crescita ancora considerata debole.

Se così fosse, gli USA, nei prossimi mesi, continuerebbero con una politica di tassi zero, che incoraggia il deflusso dei capitali, con un inevitabile indebolimento della valuta americana, anche considerando il forte e cronico passivo commerciale del Paese, sostenuto proprio dal basso livello dei tassi, che incoraggia i consumi e le importazioni.

C’è poi il dilemma del debito federale, giunto a una cifra che nessuno giudica come sostenibile, e il Tesoro dovrebbe chiedere alla Fed un ulteriore acquisto di 600 miliardi di titoli, anche per sostenere la liquidità.

Insomma, tutti elementi che giocano a sfavore delle quotazioni del dollaro, mentre in Eurolandia, il clima sembra essere volto al positivo, dato che da oltre un mese e mezzo non si registrano tensioni sui mercati finanziari, per l’approvvigionamento degli stati alle risorse necessarie di finanziamento dei loro deficit di bilancio.

Sembra, dunque, credibile e convincente la strategia della BCE di sostenere i bond europei periferici, nel caso di dificoltà; a maggior ragione che in queste settimane il cielo sembra in schiarita netta sui due-tre mesi precedenti.

La prospettiva di un ulteriore miglioramento dell’euro sui mercati, quindi, sarebbe realistica, frenata solo dall’esplodere delle tensioni libiche e delle loro maggiori conseguenze sulle economie europee.

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