Record storico dell’oro

2 marzo 2011
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Nella serata di ieri, l’oro ha raggiunto il suo record storico superando di qualche centesimo la quota di 1.432,50 dollari l’oncia, quest’ultima raggiunta il 7 dicembre. L’argento, da parte sua, ha superato 34,60 $/oncia. I rialzi dell’oro sono causati dai disordini geopolitici che stanno interessando il Medio Oriente ed il Nord Africa, in quanto la paura dal rischio sta dirottando l’attenzione verso il più tradizionale e sicuro dei beni rifugio.

Un ruolo importante lo sta giocando anche l’allarme crescente per l’inflazione, quest’ultima originata dai pesanti rincari delle materie prime ed in particolare il petrolio, stimato sopra i 115 dollari al barile, il massimo da due anni e mezzo ad oggi. Da sottolineare che i paesi mediorientali, secondo le analisi del World Gold Council, nel 2010 hanno rappresentato circa un decimo dei consumi mondiali di gioielleria, monete e altri investimenti in oro fisico, per un totale di 246,1 tonnellate. Un’ulteriore conferma del successo delle monete d’oro proviene dalla Uk Royal Mint, la zecca britannica, la quale nel quarto trimestre 2010 ha impiegato per il conio 35.113 once d’oro e 170.251 once d’argento, rispettivamente quasi il triplo ed oltre il quadruplo dello scorso anno. Gli analisti mettono in evidenza anche un altro fattore insolito sui mercati, il quale sta partecipando alla risalito del metallo giallo: in questi giorni il dollaro non si sta avvantaggiando della ricerca di beni rifugio. Ieri anzi il biglietto verde è sceso ai minimi da 4 mesi rispetto ad un paniere delle principali valute. «Normalmente quando c’è una crisi i fondi si punta sui dollari americani, ma questa volta non è così – osserva John Meyer di Fairfax – Soprattutto gli investitori mediorientali in questo periodo sembrano preferire l’euro come moneta più stabile e sicura. L’idea di comprare il dollaro “imperialista” probabilmente non piace al dittatore medio nordafricano. E questo potrebbe favorire anche l’oro».

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