Sulle rinnovabili l’accordo c’è

2 marzo 2011
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20% di energia dalle rinnovabili, l'obiettivo 2020

Il persistere della crisi libica, che ha stretto i rubinetti petroliferi, ha portato all’attenzione dei governi europei il tema delle energie rinnovabili. Non è una novità nell’agenda economica degli Stati dell’Unione che hanno firmato da tempo un accordo di sviluppo, ma se ne torna a parlare “per necessità”. In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, il commissario europeo per l’energia, Günther Öttinger, ricorda che entro il 2020, tutti i paesi sono tenuti a raggiungere l’obiettivo ambizioso del 20% di fonti rinnovabili. Cosa vuol dire? Che tra meno di 20 anni, anche in Italia, il 20 per cento dell’energia prodotta, dovrà essere pulita, quindi arrivare da fonti rinnovabili.

Il commissario, interrogato anche sull’ipotesi nucleare, promossa anche nel nostro paese, ha detto che l’Europa non si pronuncia certo sulle scelte “individuali” di ogni stato, ma l’obiettivo del 20 per cento non viene certo meno. In pratica l’Italia può anche investire nel nucleare ma entro il 2020 il peso delle rinnovabili dovrà essere quello stabilito nei precedenti accordi.

Intanto, il dibattito sulle energie “alternative” va avanti e diventa caldo toccando l’argomento incentivi. È del primo marzo un’agenzia ASCA sulla decisione del ministro Romani di tagliare i finanziamenti per le famiglie che scelgono l’energia pulita.

“Il taglio degli incentivi sulle energie rinnovabili proposto del ministro Romani, viene ad inquadrarsi in un up and down legislativo, già preceduto da cosiddetto Terzo Conto energia che riduce gli incentivi nel settore fotovoltaico, e rischia di vanificare gli investimenti fino ad oggi effettuati nel settore delle rinnovabili, quindi bloccare lo sviluppo di un mercato in crescita e in espansione, ma anche paralizzare gli investimenti fatti e scoraggiare quelli futuri: il tutto in un momento di crisi economica”.

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