Prezzo del cotone da record. Icac: occorre aumentare l’offerta

3 marzo 2011
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Il prezzo del cotone, in questi ultimi giorni, ha raggiunto quota 204,45 centesimi per libbra. L’International Cotton Advisory Commitee (Icac) considera tale prezzo una soglia molto elevata, ma prevede un abbassamento della stessa grazie ad un possibile riequilibrio tra domanda ed offerta, in un futuro non troppo lontano.

L’industria tessile può quindi tirare un sospiro di sollievo, poiché fino a questo momento è stata costretta a fronteggiare sproporzionati rincari delle fibre. All’origine dell’innalzamento del prezzo del cotone ci sono tre fattori: l’offerta limitata, la domanda crescente ed il deprezzamento del dollaro. Gli analisti dell’Icac presumono che nel 2011-12 la produzione salirà del 9% con 27,6 milioni di tonnellate. A tal fine, saranno  verranno estesi di 36 milioni di ettari (+7%) i terreni agricoli destinati alla coltivazione del cotone : i paesi interessati a tale estensione saranno gli USA, il Brasile, l’India, la Cina, l’Australia ed il Pakistan. Il dipartimento per l’Agricoltura statunitense (Usda) spera che proprio la Cina e l’India autorizzino un aumento della superficie coltivata a cotone, poiché questi due paesi sono al tempo stesso grandi esportatori ed importatori di cotone, arrivando ad assorbire i maggiori quantitativi a livello mondiale. Se i Governi cinese ed indiano aumenteranno la produzione del materiale tessile in questione, ci sono buone speranze che il prezzo di quest’ultimo possa scendere e riequilibrare la domanda e l’offerta.

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