Aste bond europei, a che punto siamo

3 marzo 2011
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Schiarite sempre più evidenti sui cieli dell’Eurozona. In questi giorni, si respira un clima di profondo ottimismo, che si sta palesando nelle contrattazioni dell’euro, che stamattina viaggiava a 1.3865 sul dollaro. Ma non solo. Non hanno fatto eco, in questi giorni, le aste di Geramania, Francia e Spagna, che complessivamente hanno offerto sul mercato qualcosa come 26 miliardi e mezzo di euro. E il fatto che non se ne sia parlato è senz’altro la prova che non ci sono stati problemi nel collocare un massa così ingente di titoli.

Eppure, solo un paio di mesi fà, avremmo guardato alle aste di questa settimana con grande apprensione, si sarebbe parlato di pericolo dei rendimenti e dell’insufficienza della domanda. Nulla di tutto questo si è verificato. Il motivo? Non è certo facile capire cosa stia accadendo sui mercati, che pure respirano un’aria di incertezza dovuta all’esplodere degli eventi in Nord Africa e Medio Oriente. Ma ci sono alcuni fattori che spingono verso un rasserenamento strutturale su Eurolandia.

Primo, si attende oggi la decisione della BCE sui tassi. Non ci si aspetta un rialzo dei tassi di riferimento oggi stesso, quanto che sia probabilmente l’ultimo mese con tassi ai minimi, all’1%. Molti credono che il governatore Trichet in conferenza stampa pronunci parole che preannuncino una stretta monetaria. L’attesa rialzista sui tassi porta a investire in titoli europei, per effetto di un previsto apprezzamento del dollaro; e gli effetti dovrebbero palesarsi in un calo dei tassi sui titoli a breve e un aumento sul segmento a lungo termine.

Secondo, si sono molto affievoliti i timori su un default greco, irlandese e/o portoghese, come dimostra il fatto che l’euro continua ad apprezzarsi e i bond europei reggono, nonostante l’ennesimo avvertimento di S&P su un possibile downgrade sul debito di Grecia e Portogallo.

Terzo, la politica Fed di tassi zero spinge gli investitori a scommettere più sull’Eurozona.

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