L’India tassa le esportazioni di ferro: minore offerta ed aumento del prezzo

4 marzo 2011
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Quando il prezzo del minerale di ferro iniziata a scendere, dopo il record raggiunto nel mese di febbraio nel mercato spot (oltre 200 dollari per tonnellata), arriva la notizia che l’India, con la legge di bilancio varata ieri, ha deciso di tassare al 20% a partire dal 1° aprile, le esportazioni di tutte le qualità di minerale. La mossa indiana ha lo scopo di scoraggiare le vendite all’estero, al fine di assicurare un maggiore rifornimento all’industria siderurgica locale e per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture.

New Delhi si pone l’obiettivo di aumentare la produzione indiana di acciaio, passando dai circa 70 milioni di tonnellate del 2010 ad almeno 120 milioni entro il 2012. Il rialzo dei dazi interesserà particolarmente gli ore fines, ossia il materiale sabbioso, il quale ha un tenore di ferro solitamente del 55-65%. La Federazione delle industrie minerarie indiane si è detta preoccupata della decisione presa dal Governo indiano, poiché rischia di abbattere le esportazioni a 64 milioni di tonnellate nel prossimo anno fiscale. Il Presidente della Federazione,   Siddharth Rungta, ha così commentato : «Queste tasse renderanno antieconomico esportare e potrebbero provocare ricadute sugli investimenti minerari. Le società che hanno annunciato un’espansione della capacità produttiva potrebbero rinviare i propri piani». Le misure fiscali avranno effetti negativi inizialmente in Cina,  il maggiore paese importatore di minerale di ferro indiano. Oltre al rialzo del prezzo spot, la manovra indiana produrrà effetti imprevedibili sui contratti di fornitura trimestrali alle acciaierie.

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