Bonos Spagna, rendimenti in leggera crescita per triennali e quinquennali

4 marzo 2011
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Questa è stata una settimana fitta di aste importanti per l’Eurozona. In totale sono stati collocati circa 26 miliardi di euro in titoli di stato spagnoli, tedeschi e francesi. E ogni volta che un Paese periferico di Eurolandia colloca titoli sul mercato, si guarda sempre con forte attenzione a quel che accade, essendo gli anello sensibili dei mercati finanziari continentali.

Tuttavia, malgrado gli alti importi collocati, non si sono registrate tensioni, grazie a un clima di calma che in Europa si fiuta da oltre un mese e mezzo e che si starebbe intensificando nelle ultime sedute, grazie alle attese rialziste dei tassi di riferimento della BCE, che induce dli operatori a puntare sui titoli europei.

In particolare, la Spagna ieri ha collocato titoli a scadenza 2014 e 2016, quindi, triennali e quinquennali. Trattandosi di un segmento di medio-lungo termine, è interessante valutarne l’andamento. I titoli a scadenza 2014 ammontavano per 1,15 miliardi di euro, e sono stati collocati a un tasso medio del 3,592%, in crescita dalla precedente asta che aveva esitato un rendimento medio del 3,254%. Quanto al segmento quinquennale, il rendimento medio è stato del 4,389%, anch’esso in crescita dal precedente 4,045%. Gli importi dei titoli quinquennali sono stati di 2,65 miliardi.

Quanto alla domanda, nessun problema, con un bid-to-cover, rispettivamente pari a 3 e 3,22, per i triennali e i quinquennali.

Quindi, a fronte di una offerta di 3,8 miliardi di euro, la domanda è stata abbondante, pari a circa 11,5 miliardi.

Interroghiamoci sulla lieve crescita dei tassi. Non pare che essa possa rispecchiare in toto un peggioramento delle attese sui bond spagnoli, rispetto all’asta precedente, in realtà sembra riflettere l’attesa di un rialzo dei tassi BCE, che, infatti, dovrebbe determinare un’ascesa dei tassi a lungo e una discesa di quelli a breve. 

Trattandosi di un segmento di medio-lungo termine, possiamo confermare che i rendimenti dei bonos siano stati buoni anticipatori di un’attesa rialzista sui mercati europei.

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