In Usa scende la disoccupazione

5 marzo 2011
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ma ancora non si puo' parlare di ripresa economica

Arrivano segnali positivi inerenti al mercato di lavoro in Usa. Risulta che nel mese di febbraio il tasso di disoccupazione è sceso all’8,9% rispetto al 9% del mese di gennaio mentre il mercato attendeva un aumento al 9,1%. Da questi dati emerge che il tasso di disoccupazione è diminuito per via dell’aumento di 60 mila unita’ della forza lavoro. Altra notizia da non sottovalutare è che il numero dei disoccupati è sceso da 190.000 unita’ mentre in aumento il numero dei posti di lavoro pari a 250.000. Mentre risultano essere in linea con le attese le non farm payrolls  tramite la creazione di 192 mila posti di lavoro dopo le +63 mila di gennaio, quando il consensus prevedeva un miglioramento con 196 mila nuovi occupanti non agricoli.

Per quanto riguarda il settore privato, sono stati creati 222 mila nuovi posti di lavoro, oltre alle attese, come anche i nuovi occupanti nella manifattura, +33 mila rispetto alle +25 mila attese, mentre il progresso che riguarda il settore dei servizi è stato di 122 mila unita’. E’ salita anche la media della retribuzione oraria da 22,86 a 22,87 dollari, mentre la media delle ore lavorative è rimasta ferma a 34,2 ore a settimana. Altra notizia, relativa alle persone che erano “demotivate” alla ricerca di lavoro, pare abbia aperto un nuovo varco verso la fiducia, tant’è che le persone hanno iniziato di nuovo a cercare lavoro e si è passati dal 16,1% al 15,9%.

In base alle stime della Federal Reserve vedono il tasso di disoccupazione all’8,8% -9,0% nel 2011 ma si tratta ancora di un tasso insufficiente per parlare di ripresa economica e creare incentivi nel mercato del lavoro, questa infatti la dichiarazione riportata dal presidente della Fed, Ben Bernanke, il 1 marzo scorso nell’audizione semestrale davanti alla Commissione bancaria del Senato ” il mercato del lavoro si sta rafforzando lentamente e ci vorranno diversi anni per vedere la disoccupazione tornare ai livelli normali”.

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