Nuova impennata delle materie prime, argento ai massimi storici

7 marzo 2011
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Le tensioni nei Paesi del Nord Africa e soprattutto in Libia non accennano a placarsi, e le conseguenze sulle materie primesi fanno sentire sempre più pesantemente. Se il prezzo del petrolio  rallenta  – ma non arresta – la crescita degli ultimi giorni, la maggior parte delle materie prime continua nella crescita furiosa che fa ormai temere un rialzo davvero preoccupante dell’inflazione, per ora frenato dall’azione delle banche nazionali (secondo quanto dichiarato in data odierna dal presidente della BCE, Jean-Claude Trichet).

Sui mercati asiatici l’oro segna il +0,5% a 1.437,85 dollari l’oncia, livello ancora troppo vicino al massimo storico toccato il 2 marzo (1.440,32), L’argento segna un vero e proprio record, toccando quota 36,4075 dollari l’oncia (+2,3%): erano 31 anni che non si registrava un valore così alto, precisamente dal 14 febbraio 1980. Le cifre a proposito dell’argento sono particolarmente preoccupanti se si considera che il metallo è stato ultimamente assai impegato anche in ambito industriale.

La crescita del prezzo dei metalli preziosi è dovuta anche alla debolezza del dollaro, la prima moneta d’acquisto per questo genere di materie prime. L’euro viene scambiato per 1,40 dollari, effetto delle dichiarazioni rilasciate da Jean-Claude Trichet sul possibile rialzo dei tassi nell’Eurozona per il prossimo mese di aprile.

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