Confindustria: aumento prezzo del petrolio potrebbe frenare la ripresa

10 marzo 2011
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Giampaolo Galli, in un’audizione in commissione Bilancio sulla strategia della Ue contro la crisi, ha dichiarato che lo shock petrolifero di ultime settimane, potrebbe causare nuovi fatto ri di rischio, con la conseguenza di un drastico rallentamento della difficile ripresa delle economie dei paesi industrializzati.

Galli ha eseguito una analisi dei possibili rischi che pesano sulla ripresa, dando rilievo che «gli effetti recessivi derivanti dalle materie prime possono essere aggravati dai rialzi dei tassi di interesse annunciati dalle autorità monetarie, e dal conseguente apprezzamento del cambio dell’euro». Galli ha tenuto precisare che in Italia «si osservano segnali più decisi di accelerazione» della ripresa economica, «anche se rimane ampio il divario di crescita con le altre nazioni». In questo scenario lo shock rappresentato dal rialzo dei prezzi delle materie prime, primo fra tutti il petrolio, rischia di frenare fortemente la ripresa nei paesi avanzati. Se alcuni paesi, come l’Italia, sembravano dare segnali di ripresa, soprattutto dell’industria manifatturiera con una rilevante diminuzione della cassa integrazione, c’è il reale rischio di ricadute sull’economia, poichési sono inseriti nuovi fattori di rischio in aggiunta a quelli più volte indicati dala stessa Confindustria; tra questi è utile ricordare l’alta disoccupazione soprattutto giovanile, le difficoltà di accesso al credito, la crisi dei debiti sovrani e l’aumento dei debiti pubblici, difficoltà nel settore immobiliare ed infine gli squilibri commerciali a livello globale.

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