Draghi: “Con la crisi le imprese del Sud sono più deboli contro le mafie”

12 marzo 2011
Di

Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, è intervenuto ieri in un incontro con don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione antimafia Libera, all’Università Statale di Milano, affermando che le mafie frenano la crescita del paese. “L’economia italiana soffre da tempo, lo sappiamo, di una inibizione a crescere.

E tra i fattori inibenti vi è anche l’infiltrazione mafiosa nella struttura produttiva, che è aumentata negli ultimi decenni, almeno nella sua diffusione territoriale”. Draghi ha sottolineato come la crisi economica di questi ultimi tre anni abbia strematole imprese, le quali sono adesso più soggette ad infiltrazioni mafiose perché più deboli finanziariamente. “Un nostro studio – ha quindi continuato il governatore – ha documentato come nelle economie a forte presenza criminale le imprese pagano più caro il credito”. Inoltre, in quelle aree “è più rovinosa la distruzione di capitale sociale dovuta all’inquinamento della politica locale” e “i giovani emigrano di più”: quasi un terzo di essi è costituito da laureati che si spostano al nord in cerca di migliori prospettive. La “criminalità organizzata può sfibrare il tessuto di una società, può mettere a repentaglio la democrazia, frenarla dove debba ancora consolidarsi. Tutti questi costi frenano lo sviluppo economico dei territori coinvolti, dell’intero paese”, ha concluso il governatore.

Tag: , , , ,

Lascia un commento



Letture