Il Giappone si prepara a rialzarsi dal peggior disastro della sua storia

14 marzo 2011
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Negli ultimi giorni  i tragici eventi che hanno sconvolto il Giappone – il terremoto e il successivo tsunami nella regione di Sendai, la più grave catastrofe naturale nella storia del Paese del Sol Levante – hanno fatto preoccupare non poco chi ha cercato di fare delle stime approssimative sulle conseguenze finanziarie, economiche e fiscali del disastro.  I primi calcoli hanno fatto ovviamente puntare per la ripresa sul settore dell’edilizia, che dopo i primi mesi di crisi avrà un impulso notevole per la ricostruzione degli edifici distrutti. Forse già dal mese prossimo partiranno le prime richieste, ma fino al secondo semestre dell’anno non si avrà una piena rinascita del settore.

Questo andrà a incidere sul Pil, che dopo un disastroso periodo di calo crescerà del 2,1% circa sempre nel secondo semestre del 2011.  Per calcolare ciò si è ovviamente considerato che la ricostruzione richiederà una domanda supplementare di 1.000 miliardi di yen (circa 8,75 miliardi di euro), domanda che salirà a 1.200 miliardi di yen nella prima parte del 2012 e altri 600 miliardi nei mesi successivi. La produzione nelle zone colpite avrà una ricaduta sulla produzione che comporterà un calo stimato dal 20 al 40% per il mese di marzo (corrispondente al7,2% della produzione totale giapponese).

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