Google dà il colpo di grazia a web superficiale

15 marzo 2011
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Novità nel mondo del web: Google ha introdotto una modifica nel suo algoritmo di ricerca che mette alla gogna i contenuti superficiali e privilegia la qualità delle informazioni sparse in rete. È questa la grande rivoluzione annunciata all’inizio di marzo, che minaccia le performance di alcuni siti internet molto quotati ma zeppi di “copia + incolla” e contenuti a sfondo pubblicitario. Il nuovo algoritmo Google, per ora utilizzato soltanto nella versione statunitense del motore di ricerca, incide sull’11,8% delle richieste generate dagli utenti.

I primi effetti sono stati immediatamente percepiti dalle aziende che avevano un buon posizionamento a discapito della qualità delle pagine web. Il traffico in questa porzione di web si è sensibilmente ridotto, al punto che anche alcuni gestori americani come HubPages.com e ChaCha.com parlano di contrazione dei volumi nel traffico. Lo staff Google spiega che la pulizia effettuata nelle liste di risultati di ricerca va incontro alle esigenze degli utenti. I dati di test confermano quest’affermazione. A quanto pare sono stati confrontati i risultati “esclusi” dal nuovo algoritmo, quindi penalizzati da Google, e il comportamento degli internauti in relazione alle stesse pagine. Chrome, il browser pensato proprio da Google, offre l’opportunità di redigere una lista nera delle pagine che non si vogliono più visualizzare tra i risultati di ricerca. Ebbene, nell’84% dei casi, gli utenti sono stati d’accordo con il “nuovo” Google.

Secondo Business Online a fare le spese (in termini economici) di questa modifica, sono le pagine di Slideshare (-56%), 43thing (-88%) ed Examiner.com; ma anche il famoso motore di ricerca per blog Technorati (-89%) e Wikio (-94%). Qualcun altro, invece, ci guadagna. Sempre stando all’articolo di Business Online, sarebbero tutte le pagine che propongono manuali, definizioni e link, per esempio eHow che fa segnare un +16%. Bene anche Wikipedia ed Amazon.

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