Eni dice Stop alla produzione oil in Libia

16 marzo 2011
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ENILa comunicazione ufficiale allo stop è arrivata da Paolo Scaroni il quale ha comunicato,nell’audizione alla Commissione bilancio della Camera, che l’Eni ha interrotto la produzione di petrolio in Libia, e proprio giovedi’ scorso infatti, durante la presentazione del piano strategico,il Ceo aveva riportato che la produzione oil nel Paese Nordafricano era scesa a 100 mila barili al giorno. Ricordiamo, a tale proposito, che prima della rivolta anti Gheddafi, la produzione giornaliera era di 270 mila barili giornalieri. Questa mattina invece è proprio l’Ad di Eni ha dichiarare ” abbiamo terminato la produzione anche a causa di un problema di spedizioni, Eni in Libia produce gas solo per uso domestico, ovvero per alimentare le centrali elettriche del Paese, un’attivita’ positiva per i libici e che non vogliamo interrompere”. Altra dichiarazione è quella lasciata da Scaroni “i rapporti con Tripoli non sono assolutamente compromessi. La Libia è al centro delle nostre preoccupazioni ma noi non trattiamo con il Governo libico ma con la National Oil Company, con la quale stipuliamo i contratti”. Spiegando inoltre i rapporti di Eni con Gazprom, rapporti che risalgono all’epoca di Enrico Mattei e che Eni vuole continuare a mantenere in quanto rappresentano un chiaro segno di forza dell’ azienda.

Sembra infatti che proprio con Gazprom, l’ Eni avrebbe in corso delle trattative per cedere la sua quota del 32,5% nella raffineria Ceska Rafinerska in Repubblica Ceca. Dalle ultime indicrezioni trapela che Eni avrebbe inviato una lettera, proprio la settimana scorsa, a Unipetrol e a Shell per informare i due soci dei negoziati con Gazprom. In conclusione, tornando al commento e alle dichiarazioni di Paolo Scaroni alla Camera, il Ceo di Eni ha confermato la centralita’ del Kazakistan, ricordando l’importante fatturato e parlando inoltre della produzione in Kasgan che sara’ avviata in circa 12 mesi mentre continuera’ la produzione in Karashaganak. Ultima notizia, non certo meno importante, grazie all’eventuale avallo del Governo Italiano, sara’ anche possibile rivedere la scelta del controllo di Snam.

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