I dati sul mercato dell’auto, un diversivo?

17 marzo 2011
Di

Il crollo della borsa di Tokyo dopo l’insistenza degli eventi calamitosi in Oriente, ha costretto le borse europee ad una brusca battuta d’arresto. Germania e Francia stanno ripensando il sistema di approvvigionamento energetico nuclear-dipendente e anche in Italia il dibattito politico su questi temi si fa rovente, soprattutto in considerazione del possibile accorpamento tra amministrative e referendum.

Eppure, il maggiore quotidiano economico italiano, Il Sole 24 Ore, apre con una notizia dedicata al mercato delle auto e zooma sulla situazione del nostro paese, dove il Lingotto fa registrare un calo inferiore soltanto alla débacle della Chrysler. Tanto per dare un’idea, la Fiat, nel primo bimestre del 2011, registra una flessione del 16,7%, l’altro grande costruttore automobilistico già citato, fa segnare addirittura un -24,7%. Quel che stupisce, però, è che nel resto dell’Unione il mercato delle auto è in crescita: le consegne soltanto a febbraio sono cresciute dell’1,4% e le immatricolazioni, dall’inizio del 2011, fanno registrare un +0,1%. Del trend positivo, quindi, pare non approfittare soltanto il Belpaese.

In realtà la panoramica sul business auto, sembra mettere in secondo piano il mercato delle materie prime che sta subendo contraccolpi importanti sia per il terremoto giapponese, sia per la crisi libica e per le instabilità mediorientali e nordafricane. All’equilibrio di questi paesi, si deve in parte l’andamento del prezzo del petrolio, e di conseguenza, dei carburanti. La considerazione generale è che il mercato sembra fiducioso, oppure siamo di fronte ad una nuova bolla speculativa, oppure ancora l’Europa sta muovendo i primi passi verso la ripresa economica.

Tag: , , , ,

Lascia un commento



Letture