Il Popolo della Partita IVA

18 marzo 2011
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Piu’ di tre milioni di persone, il 15% della popolazione italiana è “attiva”, è questo il “popolo della partita IVA”. Il numero dei “liberi professionisti” in Italia è in costante crescita, complice il precario lavoro giovanile e la disoccupazione. Aumentano infatti le persone che aprono una partita Iva per necessita’, che non sempre coincide con il reale desiderio di indipendenza o perchè svolgono davvero una professione autonoma. Un errore da evitare è proprio quello di credere che l’apertura di una partita iva consente di poter dedurre quello che si vuole, ed è proprio in questo caso che subentra la necessita’ di tutelarsi. Fra le richieste piu’ urgenti ci sono quelle di eliminare le disparita’ in materia di fisco e previdenza, di ottenere assistenza sanitaria, congedi parentali e ammortizzatori sociali, ma anche il poter dedurre le spese sostenute per la formazione.

Che il disagio delle partite IVA sia forte e che manchi al momento una vera rappresentanza lo conferma anche la nascita di una lista elettorale, pronta a quanto pare, a presentarsi alle Comunali di Milano. Il partito IVA, questo il nome della lista, è stato fondato da un consulente pubblico milanese, Sergio Cau, insieme ad una quarantina di soggetti “autonomi” milanesi provenienti  da vari settori, dalla grafica al marketing, dal mercato immobiliare alla moda. L’obiettivo è quello di raccogliere almeno 10.000 voti al fine di creare una rete o sistema per “poter contare qualcosa” anche a livello sociale. Le elezioni per il Comune di Milano saranno viste come una specie di “banco di prova” per capire se puo’ davvero nascere una rappresentanza pronta a dare peso politico e determinante nelle future scelte economiche e legislative, che nell’ attuale situazione significa un chiaro bisogno di poter sopravvivere.

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