Occhio a Parmalat, titolo in altalena

21 marzo 2011
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Il titolo Parmalat in queste ore è al centro dell’attenzione per spinte contrapposte, che si riflettono in un andamento tutt’altro che chiaro sull’evoluzione del valore delle sue azioni. In mattinata, il titolo è in flessione del 3,5% sulla seduta precedente, a 2,51 euro.

A fare arretrare le azioni Parmalat, dopo i forti rialzi dei giorni scorsi, è stato il taglio di Chevreux del titolo da “outperform” a “downperform”, sulla base di valutazioni di tipo legislativo e dei fondamentali. Ma procediamo con ordine.

Nei giorni scorsi, il gruppo alimentare francese Lactalis ha aumentato la sua quota in Parmalat, giungendo fino al 14%, e puntando al 29%, per diventare azionista di maggioranza della società italiana. Per reazione, l’ad di Intesa, Corrado Passera, ha iniziato a mettere mano a una cordata italiana, con l’obiettivo di fare rimanere Parmalat in mani nostrane.

Sarebbero coinvolti Ferrero, Granarolo e Bolton Group, tutti allettati anche dalla possibilità di controllare una società che fattura 4 miliardi di euro all’anno, con un indice di redditività del 9%. 

Ovviamente, l’operazione comporta un rialzo del valore dei titoli azionari di Parmalat, dato che la lotta tra Lactalis e la cordata italiana avverrà a colpi di offerte. E, infatti, nei giorni scorsi si sono registrati forti balzi. Ma nel fine settimana, il governo ha annunciato misure atte a tutelare gli asset strategici per l’Italia, tra cui Parmalat, da scalate straniere. Ciò darebbe un vantaggio alla cordata italiana e ridurrebbe la competizione con Lactalis, facendo venire meno il beneficio per i possessori di azioni Parmalat. E prontamente sul mercato, oggi si registrano cali sui titoli, in controtendenza all’andamento generale di Piazza Affari.

Tuttavia, rimane ancora un piccolo margine di miglioramento dalle attuali posizioni, dato che la stessa Chevreux indica in 2,6 euro ad azione il valore appropriato, risultante dalla spinta al rialzo della scalata Lactalis e della contro-scalata italiana, sebbene frenata dall’intervento probabile del governo, e da una spinta al ribasso derivante dai fondamentali.

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