L’UEFA porta avanti la campagna del fair play finanziario

21 marzo 2011
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Nella sede centrale della UEFA, l’Unione Europea delle Federazioni Calcistiche, non hanno gradito le girandole del calciomercato del mercato di riparazione di gennaio. Chelsea e Liverpool sono le due squadre europee che più di tutte hanno speso ingenti somme, per l’acquisto di calciatori del calibro di Torres, David Luiz, Suarez e Carrol.

La chiusura dei contratti per ottenere questi giocatori, è costato alle squadre londinesi la bellezza  di oltre 150 milioni, una cifra che ha fatto reso meno importanti le trattative concluse in Serie A da Milan e Inter. Queste ultime due squadre, che pure hanno rotto gli indugi dopo una sessione estiva votata al risparmio, hanno messo sotto contratto una decina di calciatori di prima fascia, da Cassano a Van Bommel, da Pazzini a Ranocchia. Le manovre  di acquisti scellerati da parte di molte squadre europee, londinesi in testa, sono state considerate dall’UEFA come una sorta di tradimento. Molti importanti club, a parole, si sono sempre schierati a fianco di Michel Platini nella sua lotta contro il calcio dei super-debiti. L’UEFA, nella persona del suo presidente Platini, ha tenuto precisare che: «Il fair play finanziario va avanti. Nessuno slittamento». Proprio Platini, però, sente crescere l’indecisione, soprattutto in quei club “paperoni”, sempre più inquieti di vedersi ingabbiati dalle nuove regole. Il fair play finanziario invocato dall’UEFA, in ogni caso, va avanti. Dal 1° luglio 2011 tutte le operazioni saranno sotto la lente di ingrandimento ed a partire dai bilanci chiusi al 30 giugno 2012 inizieranno i controlli da parte del Panel di esperti nominato dalla Uefa, quest’ultimo guidato dall’ex primo ministro belga Jean-Luc Dehaene. I club che non osserveranno il fair play finanziario ed il pareggio di bilancio, saranno chiamati a giustificare gli sforamenti in termini economici, presentando la contempo un piano di rientro economico al fine del pareggio delle casse. Nel giro di tre stagioni calcistiche – quelle che vanno dal 2011 al 2014 – verrà consentito un “rosso” inferiore ai 45 milioni di euro. Se non si osserveranno le regole, scatteranno le sanzioni decise dal Panel, le quali possono arrivare fino all’esclusione dalle coppe.

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