Portogallo: domani si voterà la quarta manovra anti-crisi

22 marzo 2011
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Domani sarà il giorno della verità per il Portogallo. Il Governo, ormai alle prese con una crisi economico-finzanziaria senza precedenti, dovrà approvare la quarta manovra anti-crisi. Se quest’ultima non devosse essere approvata, il governo portoghese guidato dal premier socialista Josè Socrates potrebbe cadere.

L’attuale governo non ha la maggioranza in Parlamento ed ai fini dell’approvazione del Piano di austerity confezionato per risanare le finanze pubbliche, è necessario il voto dell’opposizione, la quale però ha già preannunciato da giorni il voto contrario. Se il piano anti-crisi non sarà approvato, il ministro delle finanze Fernando Teixeira dos Santos ha annunciato che il Portogallo sarà costretto a chiedere aiuto all’Eurozona. È la prima volta che un ministro portoghese parla chiaramente dell’eventualità di un intervento di sostegno. Nel frattempo, il Governo ha rivisto in calo le stime sull’andamento dell’economia nazionale: nell’anno attuale il Pil dovrebbe registrare una contrazione dello 0,9%  dopo il rialzo dell’1,4% messo a segno l’anno scorso. Per tornare ai livelli di crescita occorrerà pazienza: l’Esecutivo stima un aumento dello 0,3% nel 2012, dello 0,7% nel 2013 e dell’1,3% nel 2014. Il debito pubblico, nel tentativo di controllarlo, causerà un rallentamento della crescita. Tentativo che per il momento non sembra dare i frutti sperati e deve invece confrontarsi con un altro problema: secondo i dati Eurostat, relativi all’inizio di gennaio, il tasso di disoccupazione nel Paese è all’undici per cento, il sesto più alto nell’Unione Europea.

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