Eurobond: bene Spagna, male Portogallo

23 marzo 2011
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Notizie contrastanti nelle ultime ore riguardo ai titoli dei due periferici più in esame negli ultimi mesi. Parliamo dei bond spagnoli e portoghesi.

La Spagna ha emesso titoli del debito a 3 e a 6 mesi, quindi, di breve termine, che hanno fatto registrare entrambi cali di rendimento, segnalando non solo un’attesa rialzista dei tassi BCE (che determina una diminuzione dei tassi a breve), ma anche un clima di maggiore fiducia su Madrid.

In particolare, i titoli a 3 mesi sono stati emessi per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro. Il rendimento medio è stato dello 0,899%, contro il precedente 1,101% e un prezzo di 99,791 contro il precedente 99,744. La domanda  è stata 4,3 volte superiore all’offerta, quindi, intorno a 5 miliardi di euro, a fronte di una richiesta di soli 1,2 miliardi. In salita, dunque, il bid-to-cover, dal precedente 3,3, un rialzo netto di un punto.

Quanto al segmento a 6 mesi, sono stati emessi titoli per un valore di 842 milioni di euro. Il rendimento medio è stato dell’1,361, in calo dal precedente 1,588%. Il bid-to-cover è stato di 7,7, in netta crescita dal precedente 5,5. Il prezzo dei titoli si è attestato a 99,317 contro 99,234 dell’asta precedente.

Complessivamente, quindi, si è avuta una domanda per 11 miliardi, contro i 2 richiesti. Un grande successo di Madrid, proprio nelle ore in cui, invece, sul secondario si registrano movimenti sfavorevoli all’altro grande osservato, ossia il titolo lusitano. Il titolo a dieci anni del Portogallo registra un aumento dello spread di 7 centesimi, portando il differenziale sui Bund tedeschi a 450 punti base. Persino peggiore il segmento a due anni, con uno spread che tocca 507 punti base. Evidentemente, i mercati temono problemi di liquidità proprio sul breve-medio termine per Lisbona e reagiscono di conseguenza. Atteso il voto sui provvedimenti del governo portoghese che prevedono tagli a pensioni e sanità I socialisti sono in difficoltà nel fare approvare le misure di austerità e si prevede una crisi di governo.

Tutto ciò rende possibile l’evoluzione verso uno scenario in peggioramento per Lisbona, per cui i rendimenti lusitani sono destinati a incrementare il loro differenziale con gli altri titoli dell’Eurozona, salvataggio permettendo.

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